Squilla il fisso a metà mattina. Una voce formale, tono da ufficio: "Buongiorno, la chiamo per una cartella esattoriale a suo carico. Risulta non regolarizzata: se non provvede entro oggi, partirà il pignoramento del conto." Il cuore accelera, provi a ricordare se hai davvero pagato tutto, la voce incalza con un numero di pratica e una scadenza di poche ore. È costruito apposta per toglierti il tempo di pensare. E qui casca il palco: quella chiamata, così com'è, non può venire dall'ente che dice di essere.

Il vishing - voice phishing, la versione telefonica del phishing - ha preso piede in Italia, e gli enti pubblici sono il travestimento preferito. Funziona perché INPS e Agenzia delle Entrate toccano due nervi opposti: la paura di un debito e la speranza di un rimborso. Ma non ti serve diventare un esperto di truffe per difenderti. Ti serve una sola scorciatoia mentale.

La regola è questa: gli enti pubblici non ti telefonano per chiederti soldi urgenti o dati sensibili. Non l'INPS, non l'Agenzia delle Entrate, non la Riscossione. Comunicano per iscritto - raccomandata, PEC, avviso sul portale - con tempi di giorni o settimane, mai con conti alla rovescia di due ore. Quindi non devi indovinare se la voce è vera: la richiesta stessa (paga adesso, dammi l'IBAN, dettami il codice) è la prova che è falsa. Chiudi lì, senza sensi di colpa.

Come comunicano davvero INPS e Agenzia delle Entrate

Vale la pena fissare i tre punti che smontano ogni copione:

  • L'INPS non chiama per farti pagare. Se hai un debito contributivo, arriva una comunicazione scritta o la vedi nel cassetto previdenziale online, non una telefonata con scadenza.
  • L'Agenzia delle Entrate non telefona per intimare pagamenti urgenti. Le cartelle sono notificate per posta dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione (l'ex Equitalia), non con una voce e una scadenza di poche ore.
  • Nessun ente pubblico ti chiede l'IBAN, il PIN o un codice OTP al telefono, nemmeno per accreditarti un rimborso. Un rimborso legittimo passa da dati che l'ente ha già o che inserisci tu nei canali ufficiali.

I copioni più usati in Italia

La cartella esattoriale urgente

Ti dicono che hai una cartella non pagata e che, senza un versamento immediato tramite bonifico o ricarica PostePay, scatta il pignoramento del conto o la sospensione della patente. È panico su misura. La realtà è che il pignoramento richiede un iter legale lungo, con notifiche formali: nessuno te lo comunica per la prima volta al telefono chiedendoti di pagare entro sera.

Il rimborso mai richiesto

Ti annunciano un rimborso INPS, INAIL o dell'Agenzia delle Entrate che non hai mai chiesto. Per "accreditartelo" ti serve dare l'IBAN o, peggio, dettare i codici OTP che ti arrivano sul telefono. Quei codici non sbloccano nessun rimborso: autorizzano operazioni in uscita dal tuo conto.

La verifica dei contributi o dello SPID

Una presunta "operatrice INPS" segnala un'anomalia nella tua posizione previdenziale. Per sistemarla le servono il tuo codice fiscale, le credenziali SPID o altri dati. Il raccolto viene poi usato per aprire conti, chiedere prestiti o accedere a servizi a tuo nome. È la variante più subdola, perché non ti chiede soldi: ti chiede materiale per rubare la tua identità.

Come riconoscere la chiamata falsa

Caratteristica Ente pubblico reale Truffatore
Canale Lettera, raccomandata, PEC, portale online Telefono, a volte SMS
Scadenze Giorni o settimane, messe per iscritto "Entro oggi", "entro 2 ore"
Pagamento F24, portale ufficiale, sportello Bonifico immediato, ricarica PostePay, criptovalute
Dati sensibili Mai richiesti per telefono IBAN, PIN, codice OTP, credenziali SPID
Tono Formale, burocratico, senza urgenza esasperata Allarmante, pressante, a volte aggressivo
Numero sul display Non ti chiamano per queste cose A volte sembra un numero istituzionale (spoofing)

Perché il numero sul display non prova niente

Quello che non ti dicono, quando ripetono "verifica il numero da cui ti chiamano", è che il numero è la cosa più facile da falsificare. Con certi servizi VoIP il truffatore fa comparire sul tuo schermo un recapito che sembra quello ufficiale dell'INPS o di un'altra istituzione. Si chiama spoofing del caller ID ed è tecnicamente banale.

Quindi il display non è una garanzia: è, semmai, un'arma nelle mani di chi chiama. L'unico modo per verificare è ribaltare la direzione della chiamata. Riattacca e chiama tu, autonomamente, il numero ufficiale che trovi sul sito dell'ente - non quello che ti ha contattato, non un recapito lasciato "per la richiamata". Se ti spingono a non riattaccare, è esattamente perché sanno che riattaccare li smaschera. Se vuoi capire meglio la meccanica, la trovi spiegata anche nella guida su come verificare un numero sconosciuto in Italia.

Cosa fare quando ricevi una di queste chiamate

  1. Non fornire nessun dato - né codice fiscale, né IBAN, né OTP, né credenziali SPID. Non conta quanto suoni urgente.
  2. Riattacca senza giustificarti. Non devi spiegazioni a chi chiama, e nessun ente pubblico ti penalizza per aver chiuso una telefonata.
  3. Verifica alla fonte. Per l'INPS entra nel cassetto previdenziale su myinps.inps.it con SPID o CIE; per l'Agenzia delle Entrate usa il portale ufficiale. Lì c'è la tua vera posizione.
  4. Controlla il numero su un servizio di segnalazioni: spesso i recapiti usati per il vishing sono già in blacklist.
  5. Segnala alla Polizia Postale, anche senza danni: le segnalazioni aiutano a mappare le campagne attive.

Se hai già dato dati o soldi

Capita, soprattutto quando la voce cita il tuo nome e il codice fiscale e sembra sapere tutto. Agisci in fretta, in base a cosa hai consegnato:

  • Hai trasferito denaro: chiama subito la banca per tentare il blocco o lo storno e presenta denuncia alla Polizia Postale
  • Hai dato codici OTP: la banca potrebbe aver già autorizzato operazioni - chiama il numero antifrode sul retro della carta e fai bloccare i movimenti
  • Hai fornito credenziali SPID: accedi subito al tuo gestore (Poste, Aruba, InfoCert e simili), cambia la password e controlla gli accessi recenti
  • Hai dato copia di documenti: presenta denuncia e tieni monitorato che nessuno apra contratti o conti a tuo nome

FAQ

Posso verificare se ho davvero una cartella in sospeso?

Sì, in autonomia e gratis. Sul portale dell'Agenzia delle Entrate, nella sezione dedicata alla riscossione, entri con SPID o CIE e vedi tutte le cartelle a tuo nome. In alternativa vai allo sportello dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione con un documento. Non devi mai basarti su quanto ti racconta una voce al telefono.

Il truffatore conosceva il mio nome e codice fiscale. Com'è possibile?

I dati personali circolano molto più di quanto immaginiamo: violazioni di aziende e servizi online, database venduti illecitamente, informazioni raccolte sui social. Che qualcuno sappia il tuo nome non prova che sia chi dice di essere - anzi, usare dati già noti è proprio la tecnica per apparire credibili. Non fidarti mai di chi "dimostra" di conoscerti citando informazioni reperibili altrove.

Ho riattaccato ma quel numero mi richiama. Cosa faccio?

Blocca il numero dallo smartphone. Su Android tieni premuto il numero nella cronologia chiamate e scegli "Blocca"; su iPhone tocca la "i" accanto al numero e scegli "Blocca contatto". Se le chiamate arrivano da recapiti sempre diversi, valuta un'app di blocco chiamate e considera una segnalazione ad AGCOM, che vigila sul telemarketing e sulla numerazione.

In sintesi

Il vishing degli enti pubblici punta tutto sulla pressione: paura di un debito o speranza di un rimborso, sempre con l'orologio che corre. Non devi indovinare se la voce è autentica, perché la richiesta stessa la tradisce: INPS e Agenzia delle Entrate non chiamano per farti pagare in fretta né per farti dettare IBAN e codici. Il numero sul display non conta, lo si falsifica in un attimo. Riattacca, verifica alla fonte e, se hai già consegnato dati o denaro, muoviti subito con banca, gestore SPID e denuncia.