Hai messo in vendita il passeggino su Subito da appena un'ora. Arriva il primo messaggio: "Ancora disponibile? Ti scrivo su WhatsApp così facciamo prima". Sembra un compratore deciso, quasi troppo. Tre messaggi dopo ti chiede di leggere un codice arrivato via SMS, e qui qualcosa dovrebbe scattare. La vendita tra privati è comoda, ma proprio lo scambio rapido di telefono e codici è il terreno preferito dei truffatori.

Le piattaforme C2C - cioè da consumatore a consumatore - hanno le loro tutele. Pagamenti tracciati, chat interna, sistema di valutazioni. Il primo obiettivo di chi vuole fregarti è portarti via da lì. Fuori dalla piattaforma non ci sono protezioni. E al telefono sei più esposto alla pressione.

Perché vogliono spostarti su WhatsApp o al telefono

Dentro Subito, Vinted o Facebook Marketplace resta traccia di tutto. Su WhatsApp no. Lì il truffatore può inviarti link, finti moduli e screenshot senza che nessuno controlli. Può metterti fretta. Può cancellare i messaggi.

La frase tipo è sempre la stessa: "ti chiamo io", "scrivimi qui che rispondo prima", "il sito mi dà problemi, facciamo per messaggio". Suona ragionevole. È il primo mattone della truffa. Se non riconosci il numero che ti contatta, puoi controllarlo: leggi la nostra guida su come verificare un numero sconosciuto in Italia prima di rispondere.

Il finto acquirente che "paga di più per sbaglio"

Questo schema colpisce chi vende. Il compratore dice di aver versato per errore una cifra più alta del prezzo. Ti manda uno screenshot che sembra confermarlo. Poi ti chiede gentilmente di rimborsargli la differenza.

Il punto è che quel primo pagamento non è mai arrivato davvero. Tu vedi solo un'immagine. Se restituisci la "differenza", regali i tuoi soldi a uno sconosciuto. La regola è semplice: nessun soldo è tuo finché non lo vedi accreditato sul tuo conto reale, non in uno screenshot.

Il finto pagamento con link e SMS

Altra variante diffusa. Il compratore dice di aver pagato tramite il "sistema protetto" della piattaforma o tramite corriere. Subito dopo ti arriva un SMS o un'email che imita PayPal, Vinted o un servizio di spedizione. Dentro c'è un link.

Quel link porta a una pagina identica all'originale. Ti chiede i dati della carta "per ricevere l'accredito". È phishing. Nessun servizio serio ti fa inserire i dati della carta per ricevere denaro: i soldi si ricevono, non si pagano. Lo schema è lo stesso del finto Amazon che parla di account sospeso o rinnovo Prime: cambia il marchio, non l'inganno.

Il trucco del codice: la trappola più sottile

Questo merita attenzione perché sembra innocuo. L'altra persona ti dice che ti arriverà un codice via SMS "per confermare che sei un venditore vero" o "per attivare la spedizione". Ti chiede di dettarglielo o di scriverlo in chat.

Quel codice non conferma niente di tuo. È un codice OTP che serve a loro. A seconda dei casi:

  • registra il loro account o numero usando i tuoi dati;
  • autorizza un pagamento o un addebito a tuo carico;
  • apre un account, ad esempio di pagamento, intestato a te;
  • completa l'accesso a un tuo profilo che vogliono prendere il controllo.

Il principio è uno solo. Un codice arrivato sul tuo telefono serve a te, mai a uno sconosciuto. Se qualcuno te lo chiede, è una truffa. Punto. Lo stesso vale per banca e pagamenti: trovi il perché spiegato nella guida sul codice OTP della banca da non condividere mai.

Finti screenshot di pagamento

Uno screenshot non prova niente. Si fabbrica in trenta secondi con un'app di fotoritocco. Eppure funziona, perché di fronte a un'immagine "ufficiale" tendiamo ad abbassare la guardia.

Chi compra in buona fede non ha bisogno di inviarti la prova del bonifico via foto. Tu controlli il tuo conto e basta. Se ti mandano la conferma come immagine e ti spingono a spedire subito, fermati.

Lo schema visto dalla parte di chi compra

Fin qui abbiamo parlato di chi vende, ma anche chi compra finisce nel mirino. Trovi un annuncio con un prezzo troppo basso per essere vero. L'oggetto è quello che cercavi da settimane, magari un telefono o una console, a metà prezzo. Il venditore sembra disponibile e ha fretta di chiudere.

Ti chiede un acconto o l'intero pagamento "per bloccare l'oggetto", quasi sempre con un bonifico o una ricarica fuori dalla piattaforma. Una volta versato, sparisce. L'annuncio si rivela falso, l'oggetto non è mai esistito. La regola per chi compra è semplice: prezzi troppo bassi e pressione a pagare subito fuori dal sito sono il classico segnale di una vendita fantasma.

Altra variante: il "venditore" ti chiede di pagare tramite un finto sistema di garanzia, ti manda un link che imita la piattaforma e ti fa inserire i dati della carta. Anche qui, paga solo con i metodi protetti che il sito mette a disposizione, e non lasciarti convincere a usare canali esterni.

Come distinguere un compratore vero da uno finto

SegnaleCompratore normaleProbabile truffatore
Dove vuole parlareResta nella chat della piattaformaInsiste per WhatsApp o telefono subito
PagamentoUsa i metodi tracciati del sitoPropone link, SMS o "sistemi" esterni
CodiciNon ti chiede mai codici via SMSTi fa leggere o scrivere un codice
RitmoFa domande sull'oggettoMette fretta e cambia discorso
Prova del pagamentoNessuna foto, l'accredito si vedeManda screenshot e chiede rimborsi

Cosa fare se ti contatta uno così

  1. Resta dentro la piattaforma. Tutta la trattativa, dal primo messaggio al pagamento, deve restare nella chat ufficiale.
  2. Non leggere e non scrivere codici. Nessun codice arrivato sul tuo telefono va dato a un compratore o venditore.
  3. Non cliccare link di "pagamento" o "spedizione". Verifica solo dal tuo conto o dall'app ufficiale.
  4. Non rimborsare nessuno. Se ti dicono di aver pagato troppo, è quasi sempre falso.
  5. Usa i pagamenti protetti che la piattaforma offre, anche se il compratore protesta.
  6. Segnala l'account sospetto al servizio della piattaforma, così lo bloccano per tutti.

Se hai dubbi sul numero da cui ti scrivono, puoi cercarlo e segnalarlo su un servizio di recensioni come numerosospetto.it: spesso lo stesso numero ha già colpito altri venditori e trovi i loro avvisi.

Le tutele che perdi uscendo dalla piattaforma

C'è un motivo concreto per cui i truffatori insistono tanto per portarti fuori. Dentro la piattaforma, e usando i pagamenti protetti, hai una rete di sicurezza. Fuori, sei da solo con la buona fede di uno sconosciuto.

Quando acquisti da un venditore professionale a distanza, il Codice del Consumo ti riconosce il diritto di recesso entro quattordici giorni. Tra privati questa tutela non si applica allo stesso modo, ma i servizi di pagamento protetto delle piattaforme offrono comunque forme di rimborso se l'oggetto non arriva o è diverso da quello descritto. Pagando con un bonifico diretto a uno sconosciuto, invece, recuperare i soldi diventa molto difficile.

Per questo la scelta del metodo di pagamento non è un dettaglio. È la differenza tra avere una possibilità di rimborso e non averne nessuna. Quando un'altra persona ti spinge a evitare i pagamenti tracciati, ti sta togliendo proprio la protezione che ti spetterebbe.

FAQ

È sicuro spostare la trattativa su WhatsApp?

No, ti conviene evitarlo. Fuori dalla piattaforma perdi le tutele, il pagamento protetto e la prova della conversazione. Se l'altra persona insiste per uscire dalla chat ufficiale, prendilo come un segnale di allarme, non come una comodità.

Mi hanno chiesto di leggere un codice ricevuto via SMS, è pericoloso?

Sì, è uno dei trucchi più usati. Quel codice serve a chi te lo chiede, non a te: può registrare un account a tuo nome, autorizzare un pagamento o farti perdere l'accesso a un tuo profilo. Non dettarlo e non scriverlo mai, nemmeno se ti dicono che serve "a verificarti".

Ho ricevuto uno screenshot del pagamento, posso spedire?

Aspetta. Lo screenshot non è una prova: si crea in pochi secondi. Spedisci solo dopo aver visto i soldi davvero accreditati sul tuo conto o sul saldo della piattaforma. Se l'altra persona ti mette fretta proprio in questa fase, è un campanello d'allarme.

Cosa posso fare se ho già dato i miei dati?

Contatta subito la banca per bloccare la carta e segnala l'accaduto alla Polizia Postale tramite il portale commissariatodips.it. Conserva screenshot della chat e ogni messaggio ricevuto. In caso di addebiti non autorizzati hai diritto di contestarli secondo le tutele previste dal Codice del Consumo e dalle regole sui pagamenti.

In sintesi

Le truffe su Subito, Vinted e Marketplace seguono quasi sempre lo stesso copione. Ti spostano fuori dalla piattaforma, ti mostrano un pagamento che non esiste e ti chiedono un codice o un rimborso. Riconosci la dinamica e disinneschi tutto. Resta nella chat ufficiale, non dare mai codici a sconosciuti e fidati solo dei soldi che vedi davvero sul tuo conto.