È sera, hai il telefono in mano sul divano. Arriva un messaggio da un numero che non hai in rubrica: "Ciao mamma, sono io. Ho rotto il telefono, questo è il mio nuovo numero. Non chiamarmi su quello vecchio." Il tono è quello giusto, il "mamma" ti arriva dritto, e nel giro di due messaggi c'è già una richiesta: un bonifico urgente, un pagamento che non può aspettare. Ti sei mai chiesto perché funziona così bene proprio su WhatsApp, dove pensi di riconoscere tutti?

WhatsApp è il terreno di caccia preferito dei truffatori italiani, e non per caso. Ci scriviamo con chiunque, ci fidiamo dei contatti, rispondiamo di getto. Le segnalazioni di raggiri via WhatsApp alla Polizia Postale sono cresciute molto negli ultimi anni, di pari passo con quanto lo usiamo. Ma sotto la varietà dei copioni c'è una struttura sola, e capirla vale più di qualsiasi elenco.

Se me lo chiedi, il punto non è imparare a memoria le dieci truffe di moda: domani ne inventano un'undicesima. Il denominatore comune è sempre lo stesso - una spinta a fare qualcosa in fretta su un canale solo: mandare soldi, girare un codice, cliccare un link, prima che tu possa verificare altrove. Da qui nasce la difesa numero uno, che vale per quasi tutte: prima di agire, sposta la verifica su un altro canale. Una telefonata, una voce vera, il numero vecchio. Tutto il resto è secondario.

La truffa del "mamma, ho cambiato numero"

È la più diffusa e la più efficace. Ricevi un messaggio da un numero sconosciuto: "Ciao mamma, sono io. Ho rotto il telefono e ne ho preso uno nuovo. Questo è il mio numero per ora. Non chiamarmi sul vecchio." Nei giorni successivi quel "figlio" chiede un bonifico urgente - per riparare il telefono, pagare una bolletta, coprire una spesa che non può attendere. La storia cambia, il copione no.

Funziona perché quando pensiamo a un figlio o un nipote in difficoltà il filtro critico si abbassa e agiamo d'istinto. La difesa è banale e quasi infallibile: prima di qualsiasi trasferimento, chiama il numero vecchio del tuo familiare. Se non risponde, chiama qualcuno che lo conosce. Non inviare mai denaro sulla base di un messaggio scritto: un testo non è una conferma, la voce sì.

La truffa degli investimenti in criptovalute

Arriva un messaggio da uno sconosciuto o, peggio, da un contatto in rubrica il cui account è stato compromesso. Racconta di guadagni facili con una piattaforma di trading in criptovalute e vuole "condividere l'opportunità" con te. Il meccanismo è sempre a gradini:

  1. Ti aggiungono a un gruppo con decine di persone entusiaste, quasi tutte finte
  2. Vedi grafici, screenshot di profitti, testimonianze
  3. Investi una piccola cifra e vedi crescere il "saldo" sulla piattaforma
  4. Quando provi a prelevare spuntano commissioni, tasse, "blocchi temporanei"
  5. La piattaforma sparisce con i tuoi soldi

Le piattaforme serie non ti agganciano via WhatsApp, non promettono rendimenti garantiti e non chiedono di pagare per sbloccare un prelievo. Quel saldo che cresce è solo un numero su una pagina che controllano loro.

Il furto dell'account via codice OTP

Più sottile delle altre. Ricevi un messaggio da un amico (il cui account è già stato rubato): "Scusa, ho inviato per errore un codice SMS al tuo numero. Me lo giri?" Quel codice a sei cifre è la verifica per attivare WhatsApp su un nuovo dispositivo. Se lo mandi, il truffatore entra nel tuo account, ti chiude fuori e comincia a scrivere ai tuoi contatti - con la tua identità - per replicare la truffa.

Regola senza eccezioni: non condividere mai il codice OTP di WhatsApp con nessuno, nemmeno con chi giura di essere un amico. WhatsApp non ti chiede quel codice via chat. Sul perché un codice usa e getta vada protetto come una chiave di casa abbiamo scritto una guida a parte su perché non condividere mai il codice OTP.

Le false offerte di lavoro

Un messaggio da uno sconosciuto ti propone un lavoro semplice, ben pagato, da casa: scrivere recensioni, mettere like, "aumentare la visibilità" di prodotti. Sembra innocuo. Nello schema tipico le prime attività vengono pagate davvero - piccole somme, per conquistarti la fiducia - poi ti chiedono un "investimento" per accedere a incarichi migliori. Quell'investimento non torna più.

Il segnale è netto: un lavoro vero non arriva via WhatsApp senza colloquio, senza contratto, senza busta paga o partita IVA. Se vuoi approfondire, leggi la guida su come riconoscere le false offerte di lavoro via telefono.

I segnali comuni a tutte le truffe WhatsApp

Ecco perché parlavamo di uno spartito unico: cambiano le parole, ma i segnali si ripetono.

Segnale Perché è sospetto
Numero sconosciuto che ti contatta per primo Nessuno regala opportunità genuine partendo da un messaggio freddo
Urgenza: "decidi entro stasera", "l'offerta scade" Serve a impedirti di verificare con calma
Richiesta di denaro, anche piccola, prima di guadagnare Un'opportunità vera non chiede un investimento d'ingresso
Richiesta di codici OTP o credenziali I codici di verifica non si condividono mai
Promesse di guadagni garantiti o rendimenti fissi Nessun investimento legittimo garantisce un rendimento
Profilo con foto di persone attraenti o di successo Spesso immagini rubate o generate con AI

Come verificare un messaggio sospetto

  1. Cerca il numero online: copialo e affiancagli parole come "truffa" o "WhatsApp". Molti recapiti usati in modo sistematico sono già segnalati.
  2. Verifica l'identità su un altro canale: se dice di essere qualcuno che conosci, chiamalo al vecchio numero o contatta un amico in comune. Mai fidarti della sola chat.
  3. Non aprire i link ricevuti da sconosciuti, anche se sembrano puntare a un sito noto.
  4. Controlla il mittente su un servizio di segnalazioni italiano, come spiegato nella guida su come verificare un numero sconosciuto in Italia.

Se hai già risposto

  • Hai inviato denaro con bonifico: contatta subito la banca per tentare il richiamo e denuncia alla Polizia Postale
  • Hai condiviso il codice OTP: da un altro dispositivo reinstalla WhatsApp con il tuo numero e riprendi l'account, poi attiva la verifica in due passaggi (Impostazioni, Account, Verifica in due passaggi)
  • Hai dato dati personali: tieni d'occhio i conti nei mesi seguenti e controlla che nessuno apra contratti a tuo nome
  • Segnala la chat: aprila, tocca il nome del contatto e scegli "Segnala"

FAQ

Un amico mi ha mandato un link strano su WhatsApp. Che faccio?

Non aprirlo finché non gli parli direttamente, al telefono e non via chat. Il suo account potrebbe essere stato compromesso: i messaggi con link sospetti da contatti noti sono tra i canali di diffusione più comuni per truffe e malware. Se l'amico conferma di non aver mandato nulla, avvisalo che il suo account potrebbe essere stato rubato e che gli conviene attivare la verifica in due passaggi.

Ho bloccato il truffatore. Ho fatto bene?

Sì, bloccare è giusto. Ma prima fai uno screenshot della conversazione: può servirti come prova per la denuncia. Dopo aver bloccato, segnala il numero anche a WhatsApp con la funzione integrata: più segnalazioni riceve un contatto, prima viene fermato sulla piattaforma.

Il truffatore sa dove abito. Devo preoccuparmi?

Le truffe WhatsApp sono quasi sempre operazioni su larga scala, non prese di mira personali. Chi ti scrive non sa dove abiti, a meno che non gliel'abbia detto tu. Se hai condiviso dati sensibili come indirizzo, codice fiscale o documenti, presenta denuncia alla Polizia Postale: crea un fascicolo che può tornarti utile se in futuro quei dati venissero usati per frodi.

In sintesi

Le truffe su WhatsApp sembrano tante, ma recitano lo stesso spartito: creano urgenza e ti spingono a fare qualcosa - pagare, girare un codice, cliccare - restando su un unico canale, quello che controllano loro. La difesa che le neutralizza quasi tutte non richiede di riconoscere il copione del giorno: prima di agire, sposta la verifica altrove. Chiama il numero vecchio, senti la voce, controlla il mittente. E il codice OTP resta la tua chiave di casa, che non consegni a nessuno.