La "truffa del sì" è raccontata come un furto istantaneo: dici sì a "mi sente?", la voce viene tagliata e incollata e ti ritrovi con un contratto. È un racconto che spaventa più del necessario. Secondo noi il sì è la parte meno importante del copione. Quello che serve davvero a chi ti attiva un contratto non richiesto sono i tuoi dati, e sono quelli da non dare.
Perché un sì non basta per un contratto
Il Codice del consumo, all'articolo 51, comma 6, stabilisce che quando un contratto a distanza viene concluso per telefono il professionista deve confermare l'offerta al consumatore, e che il consumatore è vincolato solo dopo averla firmata o averla accettata per iscritto, anche con firma elettronica. La conferma può avvenire su supporto durevole, come una e-mail, se sei d'accordo. Un audio con la tua voce che dice sì non sostituisce questo passaggio. L'Antitrust ha già sanzionato aziende che trattavano la sola registrazione telefonica come accettazione valida.
Dove la truffa fa comunque danni
Il problema nasce quando, oltre al sì, il chiamante raccoglie i dati per avviare la pratica: nome, codice fiscale, indirizzo di fornitura, codice POD della luce o PDR del gas, IBAN. Con questi, un venditore scorretto può far partire un cambio di fornitore o un servizio e presentarti poi il sì come prova. Non sarebbe un contratto valido, ma nel frattempo arrivano le bollette. Per questo il consiglio pratico non è "non dire mai sì", ma "non leggere mai i dati della bolletta a chi ti ha chiamato". Come distinguere un'offerta vera da una finta è spiegato nell'articolo sulle chiamate da Enel, ENI o Edison.
Se ti arriva un contratto che non hai chiesto
- Invia subito un reclamo scritto al venditore, meglio con PEC o raccomandata, dichiarando che non hai mai concluso il contratto.
- Per le forniture non richieste l'articolo 66-quinquies del Codice del consumo ti esonera da qualsiasi pagamento, e il tuo silenzio non vale come consenso.
- In via prudenziale esercita anche il diritto di recesso, che per i contratti a distanza vale quattordici giorni.
- Per luce e gas esiste la procedura di ripristino prevista da ARERA, che ti riporta al fornitore precedente alle stesse condizioni; se il reclamo non basta, puoi rivolgerti allo Sportello per il consumatore Energia e Ambiente.
- Se i tuoi dati sono stati usati per attivare servizi a tuo nome, valuta la denuncia.
Se hai già dato dati al telefono, i passi da fare nelle prime ore sono nell'articolo su cosa fare se hai dato i tuoi dati.
Come rispondere a "mi sente?"
Non serve diventare scortesi. Rispondi con una frase diversa, come "chi parla?" o "per quale azienda chiama?", e non confermare di essere il titolare dell'utenza finché non sai con chi stai parlando. Se l'operatore insiste senza presentarsi, chiudi. Gli altri segnali del copione sono descritti in come riconoscere le telefonate sospettate come spam. E se vuoi conservare una prova della chiamata, leggi quando è legale registrare una telefonata.